A quanto pare l’aeroporto di Forlì è in crisi, per dei grossi problemi con voli low cost. E non solo. Sono circa tre milioni di euro i debiti dell’aeroporto causati anche dai biglietti che non sono stati venduti. Molti aerei sono decollati mezzi vuoti e Ryanair ha deciso di abbandonare l’aeroporto.
L’aeroporto ha sempre cercato di offrire voli a prezzi estremamente concorrenziali (i famosi voli economici), oggi però non è più così: l’aeroporto offre dei prezzi che non sono più così economici.
Il problema dell’aeroporto è dato prima di tutto dalla concorrenza: ci sono molti aeroporti che offrono molte più tratte, a volte a prezzi davvero eccezionali, e dunque risollevarsi è difficile, basti pensare anche a tutte le nuove rotte che da ottobre saranno messe a disposizione da Ryanair da diversi aeroporti italiani.Quali saranno dunque le soluzioni che adotterà l’aeroporto Ridolfi? La società che lo gestisce, la Seaf, parla di ben cinque anni di passività , e dunque ciò che viene richiesto per evitare la chiusura è l’esborso di ben tre milioni di euro (quelli di cui si parlava a inizio articolo), che dovrebbero arrivare da enti privati per non far fallire la Seaf.
Il problema è dato anche da uno degli emendamenti dell’ultima finanziaria, che vieta agli enti pubblicità la ricapitalizzazione di società partecipate che presentano un bilancio passivo per tre anni consecutivi. Alcuni dicono comunque che la legge non dovrebbe essere retroattiva e dunque si potrebbe ricevere un finanziamento da aprte del pubblico.
Si pensa anche di trasformarlo in uno scalo merci, c’è comunque chi aspetta una concessione dal’Enac. La Stampa ne parla già come fosse questione di giorni, ma in realtà ci vorrà ancora del tempo prima di ottenere concessioni e “via libera”.
Cosa succederà all’aeroporto Ridolfi?
