Bagnini al lavoro in tutta Italia

Sono circa centocinquantamila i bagnini che quest’anno sono al lavoro per le spiaggie italiane. La stagione turistica, a maggio e giugno, aveva segnato un calo notevole rispetto al 2009, mentre invece già da luglio si è registrato un aumento dei turisti.

Fra le regioni che sono andate meglio sono da citare sicuramente la Puglia, le spiaggie vicino le maggiori città italiane e il Veneto. In realtà il lavoro in spiaggia non è un lavoro prettamente stagionale, spesso invece vengono stipulati contratti a tempo indeterminato (vedi ad esempio gli stabilimenti che restano aperti anche d’inverno).

Per quanto riguarda i bagnini ci sono varie tipologie: i bagnini stagionali che sono i ragazzi che prendono il brevetto e decidono di lavorare solo i mesi estivi. Ci sono poi alcuni insegnanti di sci (d’inverno) che si dividono per l’appunto fra l’insegnamento invernale di sci e il lavoro estivo di bagnino.

Infine ci sono bagnini che d’inverno “migrano” verso le destinazioni più calde per continuare a fare il loro lavoro. Mentre prima i bagnini lavoravano i tre mesi estivi per un massimo di quattordici ore al giorno oggi i bagnini hanno dei contratti che prevedono quarantaquattro ore settimanali, esclusi gli straordinari.

Uno stabilimento balneare dovrebbe avere in media quattro bagnini, dei quali due dovrebbero essere a disposizione dei clienti e due per il salvataggio. Ovviamente la qualità e la sicurezza che offre uno stabilimento può fare la differenza in questi mesi in cui si cerca la tranquillità, la sicurezza ed il relax.

Da notare anche come, mentre un tempo i bagnini erano prevalentemente i giovani in cerca di qualche “soldo più o meno facile” (ma abbastana faticoso visto il numero di ore in cui si è costretti a stare sotto il sole), oggi ci sono parecchi bagnini di 40 o 50 anni che, avendo perso il lavoro, cercano di integrare il loro reddito o di ricostruirsi un lavoro partendo proprio da qui.

Cosa fare adesso?

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