Capitali D’Europa: Atene In Vacanza Cosa Visitare?

Capitali d'Europa - Atene In Vacanza Da Visitare

Nonostante la dovizia di monumenti e pietre antiche su cui fonda la sua fama, Atene non appare certo una città morta. Anzi, è proprio l’opposto: una capitale piena di vita, brulicante di persone, eccezion fatta per l’ora della siesta. Se da un lato è vero che la soffocante canicola estiva ed i grigi palazzoni demotivano il viaggiatore e lo inducono ad evitare i

lunghi soggiorni, resta il fatto che questa megalopoli è in grado di regalare sensazioni speciali, mantenendo il privilegio

di non somigliare a nessun’altra parte della Grecia. Stando all’ultimo censimento effettuato nel 2007 Atene, che sorge in una pianura al centro dell’Attica, conterebbe all’incirca 720.000 abitanti nel comune, e più di 3.800.000 nell’immensa area metropolitana, ormai un’unica conurbazione, nella quale trovano posto il celeberrimo porto del

Pireo ed i suoi comuni.

Il passato di Atene appare come un ricco insieme di trionfi e rovine. Durante il periodo miceneo, compreso tra il 1500 ed il 1200 a.C. e a dire il vero piuttosto nebuloso, la città era nota soprattutto per la leggenda dell’eroico Teseo,

vincitore del Minotauro e parricida involontario al ritorno da Creta. Allo stesso Teseo si ascrive la fondazione del synoikismos, un raggruppamento di una ventina di villaggi attici, tra cui Eleusi e Maratona, oltre che Atene, che costituiva il centro economico ed amministrativo di questo grande agglomerato. La Atene che tutti conoscono, la storica patria della democrazia, vide la luce tra il 650 ed il 500 a.C. quando, in seguito alle riforme introdotte da Dracone, dal saggio Solone e da Clistene, la città pose le basi per l’introduzione della democrazia ateniese. Il prestigio

dell’insediamento accrebbe considerevolmente in seguito ai trionfi di Maratona(490 a.C.) e Salamina(480 a.C.), mentre lo sfruttamento di nuove miniere d’argento nell’attuale Làvrion, a sud-est dell’Attica, contribuì al finanziamento della

guerra. Liberi da ogni minaccia esterna, gli ateniesi poterono da quel momento consacrarsi pienamente allo sviluppo culturale sotto una valida leadership: non a caso si parla di “secolo di Pericle”, che trova il suo simbolo più eccelso nel Partenone. Terminato il glorioso periodo antico, la sorte sembrò accanirsi contro Atene: i franchi la dominarono a partire dal 1204, in seguito se la disputarono catalani e fiorentini, infine, nel 1456, tre anni dopo la presa di

Costantinopoli, se ne impadronirono gli ottomani. Alla fine del XVII secolo i veneziani posero l’assedio alla città e le diedero il colpo di grazi: Atene, o piuttosto ciò che ne rimaneva, assunse l’aspetto di un campo di rovine, con il Partenone, trasformato in moschea, ridotto ad un rudere. Solo nel decennio tra il 1820 ed il 1830, quando il giovane Stato greco conquistò l’indipendenza seppur su una piccolissima part del territorio nazionale, si pensò di ridare lustro

alla città, nella quale lavorarono alcuni grandi architetti europei del tempo, per la maggior parte tedeschi, che progettarono un centro neoclassico dalla struttura il più possibile geometrica. Da allora il tessuto urbano si è esteso progressivamente fino ad inglobare quasi tutta la regione adiacente.

Ovviamente il soggiorno ad Atene non può che essere caratterizzato dalle visite di carattere archeologico. I siti sono moltissimi, fin troppi per essere visitati tutti, così che è necessaria un’accurata selezione di quali mete privilegiare a discapito delle altre. Per cominciare, ci si può dirigere presso l’ampia isola pedonale che parte dal cimitero del Ceramico in odòs Ermoù e passa per le vie Apostòlou Pàvlou e Dionissìou Areopagìtou, per arrivare infine

all’Olimpièion, dal quale partire a piedi alla volta dei siti del Ceramico, dell’Agorà, dell’Acropoli e dell’Olimpièion stesso. Grazie ai lavori di ristrutturazione intrapresi in occasione delle recenti Olimpiadi del 2004, anche queste aree della città sono state riportate ai fasti del passato, con le piazze ed i numerosi edifici neoclassici che hanno finalmente ripreso le loro rispettive colorazioni originali, a discapito del grigiore arrecato progressivamente dall’inquinamento presente nell’aria.
Per molti turisti in visita alla città, Atene è sinonimo di Acropoli. In quest’area, emblema della storia ateniese e greca, sorgono numerosi monumenti di importanza assoluta, quasi tutti realizzati in marmo Pentelico: la Porta Beulè, l’entrata del sito, così chiamata in onore dell’archeologo francese che la restaurò dopo averla scoperta sotto le fortificazioni

turche, risalente all’epoca romana e fiancheggiata da due torri; i Propilèi, un impressionante ingresso monumentale caratterizzato dalla successione di colonne doriche e ioniche, che davano accesso al vero e proprio santuario, raggiungibile per la Via Sacra che cominciava al Ceramico; il Tempio di Athena Nike, un elegante costruzione ionica posta sopra una muraglia, dalla quale, stando alla leggenda, si gettò il vecchio Egeo convinto che il figlio Teseo fosse

stato ucciso a Creta dal Minotauro; il Partenone, la prima costruzione voluta da Pericle, ultimata in una quindicina d’anni tra il 447 ed il 432 a.C. dagli architetti Ictinos e Callicrate, sorta su uno zoccolo eccedente la lunghezza del tempio attuale, basamento di un precedente tempio distrutto dai persiani, e sulla quale si sono scritte pagine e pagine di storia; e l’Eretteo, il piccolo santuario delle famose cariatidi, le colonne sagomate con figure di donna che, per

scongiurare i danni derivanti dall’inquinamento, sono state sostituite da copie nel 1979, mentre gli originali si trovano al museo dell’Acropoli. Nel versante sud sottostante l’Acropoli si estende il teatro di Dioniso, risalente al V secolo, dove venivano rappresentati i capolavori di Eschilo, Sofocle, Euripide e Aristofane, seguiti da quasi 2.000 spettatori. Un po’ più ad ovest si trova il teatro di Erode Attico, di epoca romana, e tutt’ora usato per alcune manifestazioni del Festival di Atene.

Fonte: ilturista.info

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