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Il Teatro Massimo di Palermo
Il Teatro Massimo di Palermo

Il Teatro Massimo di Palermo

Il Teatro Massimo è un’immenso edificio a quattro file di palchi della fine dell’ottocento, dove l’architetto Giovan Battista Basile ebbe modo di mettere in mostra la capacità riconvivenza tra l’architettura antica ed innovativi, per l’epoca, accorgimenti tecnici come per esempio nel colonnato del prospetto, ripreso attraverso le lesene in tutto il perimetro del teatro, con la grande cupola realizzata in ferro e l’avveneristico sistema di ventilazione.

Il teatro fù completato dal figlio Ernesto (1857-1932), anch’esso architetto e designer dell’Art-Nouveau della città di Palermo che, gli diede anche l’incarico di realizzare eleganti ville nella zona di via Libertà e Mondello.

L’esterno del teatro, seguendo la moda dell’attualizzazione delle architetture antiche, presenta un pronao corinzio elevato su una monumentale scalinata ai lati della quale sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia dello scultore Benedetto Civiletti e della Lirica dello scultore Maestro Cav. Mario Rutelli, figlio dello stesso Architetto Giovanni (Mario Rutelli è, fra le centinaia di sue opere scultoree, l’autore della quadriga che orna il pronao del Politeama Garibaldi, l’altro grande teatro di Palermo); in alto l’edificio è sovrastato da un’enorme cupola emisferica. L’ossatura della cupola è una struttura metallica reticolare che s’appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura.

L’apparato architettonico della grande sala si deve all’architetto Ernesto Basile, autore del complesso generale dell’opera. Ernesto raffinatissimo rappresentante del Liberty europeo, si servì per le decorazioni e i particolari della valida opera del Ducrot, soprattutto per le raffinatissime composizioni dei palchi e degli arredi.

La sala, a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e galleria (loggione). La platea dispone  di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati (i cosiddetti petali) che vengono mossi da un meccanismo di gestione dell’apertura modulabile verso l’alto, che consente l’aerazione dell’intero ambiente. Il sistema permette al teatro di non necessitare di aerazione forzata per la ventilazione e la climatizzazione interna.

Nella sala pompeiana, la sala riservata in origine ai soli uomini, si può constatare un effetto di risonanza particolarissimo, appositamente ottenuto dall’architetto tramite una leggera asimmetria della sala, tale per cui chi si trova al centro esatto della sala ha la percezione di udire la propria voce amplificata a dismisura, mentre nel resto dell’ambiente la risonanza è enorme e tale per cui risulta impossibile comprendere dall’esterno della rotonda quanto viene detto al suo interno.

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