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	<title>Voli Low Cost: Nerverland.com &#187; Monumenti</title>
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	<description>Cerchi Voli Low Cost, Offerte Last Minute, Promozioni Vacanze? Nerverland: il portale dedicato ai voli economici, le vacanze ei viaggi!</description>
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		<title>I Monumenti più Brutti d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 19:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviana Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Capitali d'Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti […] Non c’è nessun dovere in arte. L’arte è eternamente libera. Fugge il «dovere» come il giorno la notte Così ne &#8220;Lo spirituale nell’arte&#8221; del 1911, Vassily Kandinsky descrive il misticismo e la filosofia dell&#8217;arte, libera da ogni regola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/5777409750_4125eaa95d_z.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5016" title="la Lepre di Jürgen Goertz" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/5777409750_4125eaa95d_z-600x340.jpg" alt="Lepre di Jürgen Goertz davanti la casa di Albert Dürer" width="600" height="340" /></a></p>
<p>Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo,<br />
e spesso è madre dei nostri sentimenti […]<br />
Non c’è nessun dovere in arte. L’arte è eternamente libera.<br />
Fugge il «dovere» come il giorno la notte</p>
<p>Così ne &#8220;Lo spirituale nell’arte&#8221; del 1911, Vassily Kandinsky descrive il misticismo e la filosofia dell&#8217;arte, libera da ogni regola e parametro.</p>
<p>Si può quindi definire un opera d’arte bella o brutta?</p>
<p>Non è importante come essa si presenta ma quello che riesce a trasmettere a chi la osserva.</p>
<p>Ecco dunque la classifica dei monumeti peggiori in Europa, non tra i più brutti ma che di certo non provocheranno mai a nessuno o quasi la sindrome di Stendhal.</p>
<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/la-pouce.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5019" title="La Pouce di César Baldaccini, Parigi" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/la-pouce-465x340.jpg" alt="" width="465" height="340" /></a>Al primo posto vi è “<strong>La pouce</strong>”, cioè il pollice gigante di <em>César Baldaccini</em><em>, </em>installato sulla piazza del quartiere finanziario la Defense di <strong>Parigi</strong>.</p>
<p>Nonostante siano state utilizzate resine sitetiche<strong> </strong>il monumento pesa 18 tonnellate ed è alto 12 metri.</p>
<p>Il rugoso pollice fa parte della corrente del <em>Nuovo Realismo</em>, una tendenza artistica che si diffuse negli anni &#8217;60, e che potrete ammirare o denigrare nel vostro prossimo viaggio a Parigi.</p>
<p>A <strong>Norimberga </strong>troviamo un&#8217;altra orrenda scultura che si piazza al secondo posto in classifica: si tratta della <strong>Lepre </strong>di <em>Jürgen Goertz</em> (vedi immagine copertina)<em>.</em><strong></strong></p>
<p>Posizionato al di fuori della casa di Albert Dürer, e cioè ad uno dei maggiori pittori rinascimentali della Germania, nasce come un omaggio ad esso.</p>
<p>Questa scultura da incubo però non ha niente che a vedere con il magnifico leprotto (<em>Der Feldhase</em>) immortalato in un acquerello dal grande pittore e scienziato tedesco, considerato una sorta di Leonardo teutonico.</p>
<p>Quello che vedrete sarà una specie di coniglio stordito, o forse morto, riverso a terra e con un occhio al cielo, probabilmente in cerca di una qualche pietà celeste.</p>
<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/1993_lebensretter-brunnen_duisburg_ncaf_02_600x600.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5017" title="Lebensretter Brunnen di Niki de Saint Phalle, Duisburg" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/1993_lebensretter-brunnen_duisburg_ncaf_02_600x600-600x340.jpg" alt="" width="600" height="340" /></a>Terzo posto per la scultrice francese Niki de Saint Phalle, con la sua colossale fontana a <strong>Duisburg</strong><strong>, </strong>chiamata <strong>Lebensretter Brunnen</strong>.</p>
<p>Questo monumento, fatto in collaborazione con <em>Jean Tinguely</em>, che ha curato la rotazione della fontana, raffigura una donna piuttosto formosa che si aggrappa ad un uccello sgargiante con le gambe muscolose ed enormi artigli rossi.</p>
<p>Il cromatismo dell&#8217;opera è notevole, il simbolismo lascia un po&#8217; perplessi!</p>
<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/Untitled-p.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5020" title="Piss di David Cerny, Praga" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/Untitled-p.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Davanti al Mueseo di Kafka a<strong> Praga</strong>, la statua dell’artista ceco <em>David Cerny</em> denominata <strong>Piss</strong>, si merita il quarto posto.</p>
<p>In realtà è considerata da molti un’opera simpatica, il cui titolo descrittivo fa presagire il suo aspetto.</p>
<p>Si tratta infatti di una composizione a fontana costituita da due statue in bronzo semi girevoli, che urinano in una piscina a forma di Repubblica Ceca.</p>
<p>Se si vuole poi è possibile anche interagire con l’opera: inviando un messaggio di testo alla scultura (il numero si trova su di una placca nelle vicinanze), le due statue &#8220;<em>scriveranno</em>&#8220;, in modo alquanto fisiologico, il testo nell&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/big_366334_7572_web_Maurizio-Cattelan-L.O.V.E.-2010-Piazza-Affari-Milano-photo-zeno-zotti.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5018" title="L.O.V.E.  di Maurizio Cattelan, Milano " src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/big_366334_7572_web_Maurizio-Cattelan-L.O.V.E.-2010-Piazza-Affari-Milano-photo-zeno-zotti-600x340.jpg" alt="" width="600" height="340" /></a>Ultimo in classifica e quindi migliore delle altre opere, il dito medio di <em>Maurizio Cattelan </em><em>denominato </em><strong>L.O.V.E.</strong> si aggiudica il quinto posto.</p>
<p>La statua installata a Piazza Affari a <strong>Milano</strong>, in virtù del periodo economico, rappresenta in modo abbastanza coerente il pensiero di milioni di italiani.</p>
<p>Il dito medio alzato di questa enorme mano di marmo di Carrara potrebbe ferire la sensibiltà di molti,ma il suo simbolismo è tutt’altro che scontato.</p>
<p>Le altre dita non si chiudono a pugno ma risultano mozzate, si tratterebbe infatti di un saluto fascista che viene privato del suo significato e lasciato nel suo stato finale di vera offesa per l&#8217;umanità&#8230;</p>
<p>Sarà meritato il suo ingresso nella classifica dei cinque monumenti più brutti d&#8217;Europa?</p>
<p>Prenota ora il tuo volo e visita di persona la sculture per farti una tua idea.</p>
<p>Buon viaggio da Nerverland.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Petra, Giordania: &#8220;La CittÃ  Perduta&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 16:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviana Mosca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e Vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi Da Visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Petra: il tesoro piÃ¹ prezioso della Giordania e la sua maggiore attrattiva turistica. A circa 250 km a Sud di Amman, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, sorge questo importante sito archeologico unico nella sua specie. I Nabatei, operosa popolazione araba stabilitasi in questa zona oltre 2000 anni fa, contribuirono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/petra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4514" title="petra" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/petra.jpg" alt="petra giordania" width="473" height="337" /></a></p>
<p>Petra: il tesoro piÃ¹ prezioso della Giordania e la sua maggiore attrattiva turistica.</p>
<p>A circa 250 km a Sud di Amman, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, sorge questo importante sito archeologico unico nella sua specie.</p>
<p>I Nabatei, operosa popolazione araba stabilitasi in questa zona oltre 2000 anni fa, contribuirono a scolpire nella nuda roccia lâ€™imponente cittÃ , trasformandola in uno snodo cruciale per le rotte commerciali.</p>
<p>Al momento del massimo splendore, Petra accoglieva probabilmente piÃ¹ di 20 000 persone, ma gran parte delle abitazioni, non ricavate dalla roccia, sono scomparse nel tempo.</p>
<p>Come si presenta oggi la cittÃ ?</p>
<p>Attraverso il Siq, una stretta gola lunga piÃ¹ di 1 chilometro (percorribile a piedi o a cavallo), fiancheggiata da ripide pareti rocciose alte 80 metri, si giunge finalmente al Khazneh (il Tesoro).</p>
<p>Il maestoso monumento, destinato ad ospitare la tomba di un re nabateo, Ã¨ scavato a forma di tempio nella parete rocciosa di fronte allo sbocco della stretta gola di accesso, e nonostante sia stato oggetto di atti barbari si presenta ancora oggi in tutta la sua bellezza.</p>
<p>Il suo nome infatti deriva da una leggenda secondo cui al suo interno vi fosse nascosto un tesoro, nell&#8217;urna intagliata alla sommitÃ  del secondo ordine, che nel tentativo di frantumarla fu oggetto di spari.</p>
<p>Proseguendo per la valle si presentano numerose meraviglie architettoniche: centinaia di tombe scavate nella roccia con intricate incisioni, un teatro in stile romano, obelischi, templi, altari sacrificali, strade colonnate e diversi musei.</p>
<p>Salendo una scalinata di 800 gradini scavati nella roccia, si giunge poi al monumentale Monastero di Ad-Deir che dall&#8217;alto domina la vallata.</p>
<p>Per la sua unicitÃ  e assoluta particolaritÃ , Petra Ã¨ stata utilizzata come set cinematografico per numerosi film tra cui Indiana Jones e Lâ€™ultima crociata.</p>
<p>Visitare questa cittÃ  Ã¨ unâ€™esperienza indescrivibile: avvolti dai policromi colori caldi della roccia striata e da tali bellezze mastodontiche, non si puÃ² che restare in silenzio a godersi lo spettacolo!</p>
<p>Nel 2012, a duecento anni esatti, si festeggerÃ  il giorno della â€œscopertaâ€ della cittÃ  perduta, compiuta nellâ€™Agosto del 1812 dal viaggiatore e studioso svizzero Johann Ludwig Burckhardt, unâ€™ottima occasione dunque per visitare Petra!</p>
<p>Buona partenza da Nerverland.com</p>
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		<title>CittÃ  Italiane: Torino Storia e Cosa Visitare In Vacanza?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 08:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per ritrovare le origini di Torino bisogna risalire nel tempo a prima della colonizzazione romana, a quando la pianura delÂ Po fu punto di incontro tra le popolazioniÂ Liguri e quelleÂ celtiche. Intorno alle modalitÃ  di fondazione ed all&#8217;etimologia del nome di Torino esistono varie leggende come quella che riporta dell&#8217;esistenza, nei pressi di un villaggioÂ neolitico di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;"><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/Viaggio-a-Torino-Luoghi-da-Visitare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-559" title="Viaggio a Torino - Luoghi da Visitare" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/Viaggio-a-Torino-Luoghi-da-Visitare-300x225.jpg" alt="Viaggio a Torino - Luoghi da Visitare" width="300" height="225" /></a>Per ritrovare le origini di Torino bisogna risalire nel tempo a prima della colonizzazione romana, a quando la pianura delÂ Po fu punto di incontro tra le popolazioniÂ Liguri e quelleÂ celtiche.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">Intorno alle modalitÃ  di fondazione ed all&#8217;etimologia del nome di Torino esistono varie leggende come quella che riporta dell&#8217;esistenza, nei pressi di un villaggioÂ neolitico di un temibile drago. Un contadino dopo aver fatto inebriare il proprio toro con un otre di vino, avrebbe aizzato la bestia contro il grande rettile: la lotta tra i due animali fu cruenta, al punto che il toro, dopo aver sconfitto il mostro, morÃ¬ per le ferite riportate. I popolani, in onore della vittima, decisero di chiamarsi Taurini.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">Le scarse fonti storiche a nostra disposizione, e che risalgono alÂ III secolo a.C., riportano che la pianura piemontese nell&#8217;area ove attualmente sorge Torino era abitata dal popolo deiTaurini. Il nome, in seguito associato all&#8217;immagine delÂ toro (attuale simbolo della cittÃ ), potrebbe derivare dalla radiceÂ indo-ariana <em>taur</em> che significaÂ <em>monte</em>.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">L&#8217;avvenimento storico con cui Torino ed i suoi primi abitanti salgono agli onori della cronaca Ã¨ la discesa diÂ Annibale in Italia nelÂ 218 a.C.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">I Taurini, allora in guerra con un&#8217;altra popolazione locale, gliÂ Insubri, decisero, unici tra le popolazioni galliche dellaÂ pianura padana, di rimanere alleati diÂ Roma e cercarono di sbarrare il passo al condottiero cartaginese. Il fatto Ã¨ riportato dagli storiciÂ Polibio<sup>[1]</sup> edÂ Appiano<sup>[2]</sup> che riferiscono come la cittÃ  principale dei Taurini, Taurasia, probabilmente posta come l&#8217;attuale Torino a controllo dei punti di attraversamento delÂ Po, resistette tre giorni prima di dover capitolare. Cosa ne sia stato dei superstiti e degli avvenimenti successivi dei Taurini e della loro cittÃ  non Ã¨ riportato da alcuna fonte.<span id="more-558"></span></p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">Nei secoli che seguono prosegue le penetrazione romana in direzione delleÂ Alpi, nel 100 a.C. viene fondata la colonia diÂ Eporedia, l&#8217;attualeÂ Ivrea, allo sbocco dellaÂ Valle d&#8217;Aosta.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">NelÂ 58 a.C., durante la campagna inÂ Gallia,Â Giulio Cesare insedia, con ogni probabilitÃ , un accampamento militare, unÂ <em>castrum</em>, alla confluenza del Po e dellaÂ Dora Riparia. NelÂ 44 a.C., poco dopo la morte di Cesare, il triumvirato deduce nell&#8217;area torinese una colonia dettaÂ <em>Julia Taurinorum</em>.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">La definitiva fondazione di Torino avviene per opera diÂ Augusto, che intorno alÂ 28 a.C., deduce una seconda colonia, il cui impianto Ã¨ quello che ancora adesso Ã¨ rilevabile nel centro di Torino, con il nome diÂ <em>Julia Augusta Taurinorum</em>. (Fonte: Wikipedia.it)</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;"><strong>Mole Antonelliana</strong>: nata come sede del tempio israelitico, l&#8217;edificio costruito fra il 1863 e il 1889 su progetto di Alessandro Antonelli. E&#8217; molto importante sotto il profilo dell&#8217;originalitÃ  struttrale (altezza 167 m.) ed Ã¨ attualmente sede del nuovo Museo Nazionale del Cinema.</p>
<p><strong>Piazza Castello</strong><strong>:</strong> Ã¨ il centro e il cuore della cittÃ  dei monumenti. Ãˆ stata progettata nel 1584 dal Vitozzi. Ospita al suo centro Palazzo Madama, il castello medievale ricavato dalle vecchie porte romane e ristrutturato con l&#8217;aggiunta della imponente facciata settecentesca dello Juvarra.<br />
Vi si affacciano importanti punti commerciali e amministrativi, e luoghi storici come il Palazzo Reale, il Teatro Regio, il Palazzo della Giunta Regionale, della Prefettura, delle Segreterie, l&#8217; Armeria e la Biblioteca Reale (contenente opere di Leonardo da Vinci) e in Piazzetta Mollino, l&#8217; Archivio di Stato.</p>
<p><strong>Porte Palatine</strong>: sono le Porte della CittÃ  romana Augusta Taurinorum e parte della fortezza medioevale, il Palatium, da cui derivano il loro nome. Si affacciano sulla Piazza del Duomo e sono prospicenti al caratteristico mercato di Porta Palazzo ed al Museo di AntichitÃ . Al lato di Via XX Settembre Ã¨ possibile ammirare i resti del Teatro romano.</p>
<p><strong>Basilica di Superga:</strong> Ã¨ uno dei punti piÃ¹ alti e panoramici della omonima collina. Fu il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia che fece erigere da Filippo Juvarra questa splendida Basilica, la piÃ¹ importante opera di architettura dell&#8217;architetto messinese. Fu inaugurata nel 1731. Il grande mausoleo costruito nei suoi sotterranei ospita i sepolcri dei re sabaudi da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto e i numerosi principi di casa Savoia.</p>
<p><strong>Palazzo Madama</strong><strong>: </strong>di epoca settecentesca e di disegno Juvarriano Ã¨ la grandiosa facciata che da&#8217; su Via Garibaldi. Fu sede del Senato Subalpino e poi Italiano; oggi Ã¨ sede del Museo di Arte Antica (1863).</p>
<p><strong>Borgo e Castello Medievale</strong>: edificato nel Parco del Valentino in occasione dell&#8217;Esposizione Internazionale del 1884. E&#8217; un&#8217;accurata ricostruzione di case gotiche del Piemonte e della valle d&#8217;Aosta. L&#8217;architetto D&#8217;Andrade, che diresse le ricerche e i lavori, era mosso dall&#8217;intento d&#8217;illustrare un borgo e un castello piemontesi del Quattrocento.</p>
<p><strong>Palazzo Carignano</strong>: costruito dal Guarini che ne disegnÃ² l&#8217;imponente e movimentata facciata barocca, il maestoso atrio, e un bel giardino, Ã¨ legato ad importanti avvenimenti della Storia Italiana e Piemontese. Fu la sede provvisoria del Parlamento Italiano. Il Palazzo accoglie il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.</p>
<p><strong>Duomo di S.Giovanni e Cappella della S. Sindone: </strong>adiacente a Piazza Castello ed in vicinanza delle Porte Palatine. Di origine rinascimentale (raro esempio a Torino), Ã¨ dedicato a San Giovanni Battista. Eretto nel 1491-98 per volontÃ  del cardinale Domenico Della Rovere. Nella cappella con cupola barocca Ã¨ conservata la teca d&#8217; argento che contiene la Sacra Sindone, la preziosa reliquia che si ritiene essere il lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo.</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em;">Vuoi suggerire qualche altro luogo da visitare? Vuoi dire la tua? Lascia un commento!</p>
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		<title>I Cinesi salveranno il Colosseo: Sponsor Cinesi per il Restauro</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 16:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Sul Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Colosseo Ã¨ malato:Â la commissione scientifica internazionale che programmerÃ  e controllerÃ  il restauro del Colosseo sarÃ  composta da 13 membri: 10 italiani e 3 indicati dal Consiglio d&#8217; Europa. I &#8220;dieci&#8221; sono: Attilio Stazio, presidente del comitato Beni archeologici, e Roberto Di Stefano, che guida il comitato Beni ambientali e architettonici; Evelina Borea, direttrice dell&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/I-Cinesi-Salveranno-Il-Colosseo-Malato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-487" title="I Cinesi Salveranno Il Colosseo Malato" src="http://www.nerverland.com/wp-content/uploads/I-Cinesi-Salveranno-Il-Colosseo-Malato-299x203.jpg" alt="I Cinesi Salveranno Il Colosseo Malato" width="299" height="203" /></a>Il Colosseo Ã¨ malato:Â la commissione scientifica internazionale che programmerÃ  e controllerÃ  il restauro del Colosseo sarÃ  composta da 13 membri: 10 italiani e 3 indicati dal Consiglio d&#8217; Europa.</p>
<p>I &#8220;dieci&#8221; sono: Attilio Stazio, presidente del comitato Beni archeologici, e Roberto Di Stefano, che guida il comitato Beni ambientali e architettonici; Evelina Borea, direttrice dell&#8217; Istituto centrale del Restauro; il sovrintendente archeologico di Roma, Adriano La Regina (che dovrebbe essere il presidente); Amedeo Misiti, preside della facolta&#8217; di Ingegneria alla Sapienza di Roma (che ha gia&#8217; svolto controlli sulle condizioni statiche del Colosseo); Giorgio Croci, ingegnere strutturista della stessa universita&#8217; , che ha fatto ricerche sul monumento; Mario Manieri Elia, docente di Storia dell&#8217; architettura alla Sapienza; Giorgio Tecce, rettore della stessa universita&#8217; , e Mario Docci, preside di Architettura; segretario sara&#8217; un dirigente dell&#8217; Ufficio centrale, dove il &#8220;pool dei 13&#8243; ha sede.</p>
<p>La commissione collaborera&#8217; con la Sovrintendenza archeologica di Roma nella programmazione delle opere e degli esami preparatori del restauro e nella progettazione ed esecuzione degli interventi di recupero resi possibili dalla convenzione con la Banca di Roma che mette a disposizione 40 miliardi in quattro anni.</p>
<p>Sponsor giapponesi per il restauro del Colosseo. Ãˆ questa una delle prioritÃ  dettate dalla missione del vicesindaco con delega al Turismo, Mauro Cutrufo, da ieri a Tokyo in occasione dell&#8217;apertura della Fiera internazionale del turismo che si aprirÃ  oggi nella capitale nipponica con una settimana dedicata all&#8217;Impero romano.</p>
<p>Proprio come avvenne per il restauro della Cappella Sistina. L&#8217;opera di ristrutturazione pittorica piÃ¹ importante del Ventesimo secolo Ã¨ stata realizzata a cavallo degli anni Novanta grazie a fondi giapponesi. In quel caso l&#8217;emittente Â«Nippon Television Network cOrporationÂ» investÃ¬ ben 18 miliardi delle vecchie lire per garantirsi l&#8217;esclusiva delle immagini del restauro.</p>
<p>E dunque questo potrebbe avvenire di nuovo con il restauro del Colosseo, per il quale si stima un costo di circa 10 milioni di euro. Â«I giapponesi sono da sempre molto affascinati e affezionati alla cultura romana &#8211; spiega Cutrufo a margine della sessione dell&#8217;Italy-Japan Business Group inaugurata ieri mattina dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano &#8211; la conferma di ciÃ² sta nel quadrimestre dedicato proprio all&#8217;Italia all&#8217;interno della Fiera internazionale del Turismo e, non a caso, la prima settimana Ã¨ dedicata proprio all&#8217;Impero romano.</p>
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