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tibet chiuso ai turisti

Tibet Chiuso ai Turisti

tibet chiuso ai turisti

A pochi giorni dall’ultima immolazione di altri due monaci tibetani, la Cina ordina la chiusura del Tibet ai turisti.

Qualche tempo fa, infatti, nel sud-ovest della Cina, dove prosegue la contestazione contro la repressione culturale e religiosa condotta da Pechino, due monaci si sono dati fuoco per protesta.

Sonam e Choephak Kyap, entrambi laici e sulla ventina, si sono sacrificati davanti a un monastero invocando libertà per la loro terra.

Così il numero di vittime uccise per protesta è salito vertiginosamente, e il paese ha deciso di chiudere le porte al turismo in questo momento storico culturale difficile.

La notizia arriva dopo gli innumerevoli arresti, compiuti dalla polizia locale per impedire questo suicidio di massa.

Secondo alcune fonti, diverse città sono pattugliate da ronde che girano con degli estintori sulle spalle, ma anche agli occhi dei meno esperti queste mosse non sembrano migliorare la situazione.

Intanto il Tibet resta chiuso ai turisti per un tempo non specificato, e forse proprio per l’occasione della festa di Saga Dawa, che celebra la nascita, l’illuminazione e la morte di Buddha nel calendario tibetano.

Le celebrazioni, che richiamano ogni anno pellegrini da tutto il mondo, quest’anno sono iniziate il 4 giugno, una data che coincide con l’anniversario della repressione di Tiananmen del 1989.

Si temono dunque altri gesti disperati, e il governo ordina alle agenzie di viaggio cinesi di fermare ogni viaggio di turisti stranieri in Tibet.

Tsering Woeser, poetessa, scrittrice e blogger tibetana, messa già una volta agli arresti domiciliari dai “panda” (slang per la polizia) che sono venuti alla sua porta il giorno in cui avrebbe dovuto ritirare il Premio Principe Claus, per “eccezionali meriti” nel campo della cultura e dello sviluppo, commenta così:

«Tutto è cominciato con la rivolta del 2008: i tibetani avevano chiesto tre cose: libertà di religione, parità di opportunità economiche con gli immigrati cinesi in Tibet e accesso all’ insegnamento in tibetano di materie come la storia e la cultura tibetane. Il governo ha risposto imponendo fino dentro i monasteri l’ educazione “patriottica” e forzando la gente a denunciare il Dalai Lama, che i tibetani amano e rispettano; alla seconda promuovendo una sempre maggiore immigrazione in Tibet di cinesi di etnia han; alla terza cancellando dalle scuole le classi in tibetano.»

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