A quanto pare quest’estate 2010 non è stata il massimo per quanto riguarda il settore del turismo in Sicilia e sopratutto, a Palermo e Catania.
Mentre infatti Taormina e Cefalù sono riuscite a registrare un leggero incremento rispetto al 2009, la situazione per Palermo e Catania è ben diversa. I problemi legati al turismo in Sicilia sono principalmente dovuti all’elevato numero di strutture ricettive presenti nel territorio (c’è chi dice che siano troppe e che non ne dovrebbero nascere di nuove, occorrerebbe piuttosto riqualificare quelle già esistenti), chi dice che i problemi siano altri.
Uno dei problemi ad esempio è la pulizia e la viabilità , che negli ultimi tempi non sono il massimo e dunque non fanno percepire le città siciliane (e soprattutto Palermo e Catania) come dei luoghi/prodotti per i turisti.
Ma il problema di Palermo è anche il ridotto numero di rotte low cost che arrivano all’aeroporto: se il low cost non è l’unico metodo per viaggiare e fare vacanze, sicuramente riesce a portare moltissime persone e moltissimi turisti (sopratutto giovani) verso le destinazioni più belle ed allo stesso tempo economiche, dunque si aspetta un potenziamento delle rotte low cost in partenza ed in arrivo da Palermo.
Parlano di crisi anche le agenzie di viaggio: Sciacca è una delle poche città a salvarsi dalla crisi, mentre i siciliani che partono hanno deciso di prenotare voli low cost (anche a detta di Volagratis) per andare in Sardegna o in Europa (verso Londra, Parigi e Madrid).
L’aeroporto di Catania è sicuramente uno dei più utilizzati per queste vacanze, ma di certo bisogna ricordare anche che non saranno tutti (e non sono stati tutti) gli italiani ed i siciliani a partire quest’anno: secondo la Federalberghi il 46% circa degli italiani, per problemi economici, non è andato in vacanza ed è rimasto in casa.
Inoltre è da tener presente anche come, negli ultimi tempi, i prezzi delle strutture ricettive siano stati abbassati per contrastare la crisi, e dunque anche se si ricevono più prenotazioni, il settore resta in perdita, almeno a livello di fatturati (si prevedono fatturati più bassi del 2009).
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